Submitted by redazione on Fri, 12/08/2011 - 13:37
Caro Salvatore, stasera debutto in Sicilia con “La sirena bugiarda”, di fronte a 99 spettatori nel Teatro di Andromeda, geniale invenzione di Lorenzo Reina, pastore e scultore il quale – ho scoperto soltanto ora – ha firmato una statua di Graziella, l’eroina del romanzo di Lamartine ambientato a Procida, che è al centro di una piazza della mia isola. Il teatro è un luogo magico, credimi.
Tu dirai: che novità! E’ vero, noi italiani ogni tanto facciamo la scoperta dell’America, nel senso che girando la Penisola in lungo e in largo ci accorgiamo che l’Italia è bella, bella in mille modi diversi, bella al punto di credere che sia la vera, l’unica patria dell’uomo.
Mi sono sorpreso a pensare queste cose sulla terrazza del Pigna d’Oro, l’hotel di Santo Stefano Quisquina a cui si accede da una strada imbarazzante per le buche e le sconnessioni. A mille metri d’altezza, un’oasi in provincia di Agrigento.
L’occhio qui esplora il paesaggio a 360 gradi. Proprio davanti al balcone della mia camera c’è un colle giallo, decorato con pini presi in prestito dalla Toscana e laggiù a sinistra un lago artificiale e più in là altre colline gialle, trasferitesi qui da un’Arcadia probabile; là in fondo a destra s’intuisce il profilo di Agrigento. Da ogni lato un reticolo di strade e sentieri, originato sembra da una geometria paradossale, inventata; e boschi intensi e altre cime, più nitide o appena accennate; e monti e grumi di case che vogliono essere passati in rassegna da te e soltanto da te che li scruti.
Submitted by redazione on Wed, 10/08/2011 - 11:15
Due sere d’incanto, due sere ad ascoltare il racconto di Antonio Lubrano sulla canzone napoletana e i canti di Valeria Scornavacca e Giovanni Moscato accompagnati da Sal Cacciatore, Carmelo Bisignano e Stefano Tesè. Lo scenario è quello del teatro Andromeda di Lorenzo Reina nel cuore della Sicilia agropastorale di Santo Stefano Quisquina.
I 99 posti a sedere del teatro sono stati occupati con alcune decine di spettatori in piedi. ‘La sirena bugiarda’ questo il titolo dello spettacolo che ha proposto un itinerario tra l’ironico e il poetico, con qualche puntura sarcastica sull’attualità, lungo la storia della gloriosa canzone napoletana.
L’appuntamento è il primo di un progetto ambizioso che punta a fare del teatro Andromeda un luogo di incontro di artisti che vogliono riflettere e fare riflettere sul rapporto problematico tra tradizione e futuro in una terra che solo da poco ha cominciato a interrogarsi sulle forme illusorie di modernizzazioni subite negli ultimi decenni. Modernizzazioni calate dall’alto e soprattutto affidate alla possibilità di consumo piuttosto che alle capacità di autorganizzazione.
Una modernizzazione subalterna, che richiedeva la negazione delle radici. I segni drammatici di questo processo sono rintracciabili ovunque quanto ancora non riconosciuti: dalle forme urbane, ai paesaggi rurali; dallo stravolgimento delle coste e dei paesini costieri alle confuse coscienze giovanili che scimmiottano atteggiamenti ‘moderni’ senza averne interiorizzato i codici.
Submitted by redazione on Wed, 27/07/2011 - 14:34
Penso di sapere cosa spinga Antonio Lubrano ad interrompere le sue vacanze e a venire a Santo Stefano Quisquina per due sere d’agosto, il 6 e il 7, a raccontare la canzone napoletana.
Dico subito che i soldi non c’entrano, verrà gratis. Meno che mai c’entra l’ umana e naturale vanità: Antonio con la sua carriera impareggiabile è una specie di monumento nazionale riverito ovunque e da tutti rispettato e ossequiato e l’omaggio dei quisquinesi, per quanto autorevole, non aggiungerebbe molto.
Ve lo dico io allora: la voglia di conoscere Lorenzo Reina e di stare in mezzo al suo teatro di pietra miracolosamente impiantato su un acrocoro delle sue terre alle spalle del santuario di Santa Rosalia alla Quisquina.
Antonio ha visto le foto del teatro, ha ascoltato la storia di Lorenzo, pastore scultore e fondatore di una fattoria dell’arte che si nutre degli afrori di pecore omeriche e di dionisiaci asini.
Ha capito che il teatro di Lorenzo si candida ad ospitare incontri d’arte con la pretesa di mostrare come non ci sia vera arte se non in continuità con la vita quotidiana, quella autentica.
Submitted by redazione on Fri, 22/07/2011 - 18:03
Ho vissuto, eccetto una breve parentesi temporale, nel Centro storico di questa città unicamente per scelta...d'amore, avendo ricevuto il testimone dai miei genitori, gente d'altri tempi,umile e laboriosa.
Buona parte del mio albero genealogico ha messo qui, precisamente al Rabateddu, le sue antiche radici giurgintane.Ma oggi non posso dire di viverci con gli stessi sentimenti di allora, per le ragioni che cercherò di esporre. Qui sono cresciuto, come tanti miei coetanei, con cui ho condiviso una infanzia felice ma austera, all'insegna del divertimento povero ma autentico.
Di quello che fu l'Istituto Schifano, di cui rimangono solo macerie, conservo ricordi che suscitano ancora in me un forte riverbero emozionale.
Lì ho fraquentato l'asilo e i miei primi quattro anni di
scuola elementare.
Submitted by redazione on Mon, 04/07/2011 - 09:34

La scena è la seguente: Berlusconi e Alfano si alzano dal tavolo posto ai lati del palcoscenico, quello dove ci sono anche Verdini, Lupi e compagni; si spostano verso il centro per ricevere l’omaggio dell’assemblea; Berlusconi è avanti e Alfano lo segue, Berlusconi tende la mano ad Alfano, con l’intenzione di condurlo per mano verso il podio, ma Alfano lascia cadere la stretta e va avanti da solo.
Il linguaggio del corpo a volte rivela di noi più delle parole. In questo caso il corpo di Alfano ha espresso una resistenza o un’intenzione? Attenzione: il gesto è stato morbido, ma deciso: come dire grazie di tutto ma posso procedere da solo. Bersani ha sbagliato: e non solo nel bon ton: Alfano non sarà il segretario di Berlusconi, ma di un partito, del principale partito della maggioranza di governo e forse del primo partito italiano.
Nel suo discorso di insediamento, aldilà dei riconoscimenti dovuti a chi lo ha incoronato, Alfano ha tracciato l’identità di un partito molto diverso da quello che gli viene consegnato. Un partito orizzontale, aperto alle primarie, degli ‘onesti’, dei capaci e meritevoli, un partito il cui liberalismo non si esprime nel culto dell’individuo e delle possibilità di arricchimento e di successo, ma nell’autonomia della società dallo stato e nella sussidiarietà, un partito fortemente agganciato ai valori della chiesa attuale, nazionale, solidaristico.
Submitted by redazione on Sat, 25/06/2011 - 08:45
In un posto come il teatro greco di Siracusa gli attori si prendono gioco di filosofi, politici e poveri cristi o furbastri inscenando la commedia Le Nuvole di Aristofane.
Si potrebbe pensare che ne possano avere ogni ragione. Ma a Siracusa il senso della misura si percepisce, non si oltrepassa. Come quello del sacro o del bello. Qui, in questo teatro, l’opera si tramuta, assume significati che in altri luoghi non avrebbe. Chi ne dubiti lo provi magari andando alla cavea antica solo dopo aver passeggiato per piazza Minerva ad Ortigia, lasciandosi catturare dai palazzi storici, dal cielo azzurro e dalla luce abbacinante.
Poi a sera sentire la critica aristofanea ai filosofi del 'pensatoio' potrebbe quasi apparire normale conseguenza di un pensiero e di un modo di agire coerente e libero. I filosofi non dovrebbero distaccarsi dalla vita di ogni giorno e chiudersi nelle proprie speculazioni e non dovrebbero vendere ai richiedenti soluzioni prec onfezionate a problemi della gente comune. Se essi vivessero insieme alla gente al loro servizio o meglio in simbiosi forse ci sarebbero addirittura meno tristezze e miserie da dover risanare.
Submitted by redazione on Tue, 21/06/2011 - 14:02
Lo scorso mese di Febbraio il comune di Agrigento ha siglato con il dipartimento Regionale all’infrastrutture, mobilità e trasporti un protocollo d’intesa per l’avvio del cosiddetto “progetto Terra Vecchia”, bandito dalla Regione Siciliana che ha come obbiettivo interventi di consolidamento e recupero in aree del centro storico. Il comune di Agrigento ha presentato un progetto che prevede la costruzione di 39 nuovi alloggi, previsti nella zona dove sorgeva Palazzo Schifani (edificio crollato nello scorso mese di Gennaio) e che sorgeranno fino alla zona di Piano Barone.
Submitted by redazione on Mon, 06/06/2011 - 14:44
Cosa ci manda a dire il voto di Milano a noi meridionali? Tante cose, direi. Lo hanno scritto in molti che ha una valenza nazionale perché, come è successo altre volte nel passato, quella città anticipa processi politici e culturali che finiscono con l’investire l’intero paese.
C’è da aspettarsi dunque che il tempo di Berlusconi sia scaduto ovunque.
Detto così potrebbe non significare granché: negli anni passati le regioni meridionali, con l’eccezione della Sicilia, hanno conosciuto guide di centrosinistra, ma, a parte forse la Basilicata, senza grandissimi cambiamenti soprattutto nel rapporto malato tra ceto politico e società che è rimasto sempre improntato al familismo e al tribalismo.
A me sembra che da Milano possa invece partire un nuovo ciclo politico nel sud che non solo apra alla speranza chi ci abita, ma che restituisca ai gruppi dirigenti del nord una responsabilità di guida anche delle regioni meridionali. Speranza e responsabilità, due facce della stessa medaglia.
Il sud da solo non può salvarsi. Per questo il nuovo ciclo deve chiudere la stagione che vedeva il nord avanzato denunciare i limiti del sud ma riservando a sé l’opzione della separazione e dell’allontanamento del contagio piuttosto che il carico di cambiare le cose anche nel sud.
Submitted by redazione on Thu, 12/05/2011 - 19:20
Nel quadro desolante in cui versa il nostro centro storico sta emergendo un nuovo protagonismo civico che potrebbe risultare la vera novità positiva e la principale speranza di cambiamento. Nascono comitati, si moltiplicano le assemblee pubbliche, incontri con sindaco e giunta, vengono elaborate alcune proposte. E’ forse arrivato il momento di dare a questo movimento una base di discussione comune attraverso l’indicazione di alcuni punti sui quali è possibile convergere. Quella che segue è solamente una prima elencazione di punti senza alcuna pretesa di esaustività.
1. Sicurezza, attraverso un monitoraggio partecipato e pubblico, online, dei siti e dei relativi interventi.
2. Alleggerimento e consolidamento dei luoghi.
3. Contributi e incentivi al risanamento degli edifici privati nel rispetto delle tipologie architettoniche e degli spazi pubblici.
4. Contributi e incentivi al rifacimento delle facciate con un piano colore e con la riproposizione dei materiali tradizionali.
5. Una politica dei beni comuni funzionali alla qualità della vita dei residenti con la creazione di spazi verdi, di microstrutture sportive e luoghi di socializzazione di giovani e di anziani.
6. Pedonalizzazione sistematica degli spazi pubblici e limitazione del traffico veicolare privato ai soli residenti.
7. Una politica della mobilità che favorisca mezzi alternativi alle automobili private.
8. Incentivi e contributi per l’apertura di attività commerciali di ogni tipo dai B&B ai pub, alle palestre, ai luoghi di aggregazione e produzione culturale.
9. Trasferimento in contenitori di pregio del centro storico ( palazzo Tomasi e dei Filippini) di alcuni corsi universitari con una politica di diritto allo studio che favorisca i fuori sede con voucher abitativi da utilizzare nei B&B del centro storico.
Submitted by redazione on Wed, 11/05/2011 - 15:05
L'inascoltato annuncio del crollo del palazzo Lo Iacono causato da vecchi dissesti strutturali crollo accelerato dalla inadempienza amministrativa e tecnica del comune di Agrigento, riaccende con forza vecchi e recenti allarmi sui diffusi dissesti che da tempo interessano tutti i fabbricati posti sul vertice settentrionale del centro storico: il Seminario, la cattedrale, il palazzo vescovile, la biblioteca Lucchesiana, la chiesa di S. Alfonso, la casa dei Redentoristi, il serbatoio idrico comunale (che poi sarebbe quello che rimane dell' ex castello) e la distrutta chiesa dell'Itria, dissesti che si estendono anche ad alcune case di civile abitazione poste nelle zone limitrofe.
Bisogna comunque distinguere gli edifici che hanno avuto dissesti causati da abbandono, vetustà o da cattiva costruzione, da quelli i cui dissesti sono causati dalla precaria stabilità e fragilità del terreno su cui poggiano. Il crollo definitivo dell'ex istituto Schifano (ex case e chiesa S. Giovanni di Dio e dell'ordine della Magione del sec. XIII – cioè quelli che governavano i beni confiscati all'ordine dei Cavalieri Teutonici), ha preceduto di pochi giorni quello del palazzo Lo Iacono, e pur essendo a circa 60 metri dalla via Duomo (l'edificio è ubicato tra la salita Raccomandata, la via Madonna della Neve, salita S. Antonio), il dissesto da tempo manifestatosi è derivato prevalentemente dal colpevole abbandono da parte del Comune; divenuto proprietario da circa 20 anni, e non avendo mai posto una custodia ne ha consentito il saccheggio del ricercato materiale edilizio: infissi, tegole, pavimenti, legnami di solai, pietre dure, materiale ferroso, tutto selvaggiamente tirato via .
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